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Saturday, September 22, 2018

E’arrivato il momento di un riconoscimento globale di luoghi di rifugio

INTERTANKO e BIMCO si rammaricano moltissimo per la perdita della petroliera Prestige e per le conseguenze ambientali, sociali ed economiche di tale incidente così sfortunato.

INTERTANKO e BIMCO hanno gradito le dichiarazioni di ABS e dell’Ente Marittimo delle Bahamas di mettere a disposizione tutti i dati storici relativi alla “Prestige”. Ritengono che sia essenziale che tutti i maggiori incidenti marini vengano indagati in modo approfondito e che i risultati siano resi pubblici in modo da poter trarre insegnamenti. Si uniscono inoltre all’Ente Marittimo delle Bahamas nell’esprimere la loro gratitudine ai soccorritori spagnoli che hanno tratto in salvo l’intero equipaggio.

Tale incidente evidenzia le preoccupazioni dell’industria relativa alla continua riluttanza degli stati costieri ad ammettere navi nei loro porti di rifugio. Quando alle navi non viene concesso tale rifugio, spesso la possibilità che si verifichi un grave incidente aumenta e la sicurezza dell’equipaggio viene messa a repentaglio. Analogamente possono essere ostacolati il trasferimento di emergenza del carico e l’adozione di altre misure di intervento sulla nave in difficoltà, con una conseguente maggiore minaccia per l’ambiente.

Di conseguenza, INTERTANKO e BIMCO ribadiscono ancora una volta l’importanza per tutti gli stati costieri di sviluppare piani per luoghi di rifugio ed esortano i governi a designare acque/porti/ancoraggi appropriati. Sia l’Organizzazione Marittima Internazionale (OMI) che l’Unione Europea sono ugualmente impegnate in tale ambito e il Segretario Generale dell’OMI ha sottolineato che si tratta di una questione che necessita di una soluzione urgente e che è attualmente in fase di attiva considerazione in seno all’OMI stessa.

In qualità di associazioni leader nei trasporti marittimi, INTERTANKO e BIMCO sono impegnate nel dare il proprio contributo nella più ampia misura all’analisi post-incidente, ove utile e possibile. Incoraggeranno anche l’attuazione tempestiva ed efficiente di qualsiasi misura idonea che nasca da un’indagine rigorosa delle cause di tale incidente. Prendono atto che l’armatore della nave, Mare Shipping Inc, e l’operatore della nave, Universe Maritime Ltd, stanno collaborando con tutti i relativi enti e sono impegnati a partecipare pienamente a tutta l’inchiesta.

INTERTANKO e BIMCO hanno notato, in particolare, le osservazioni della Commissione Europea secondo le quali l’industria dei trasporti marittimi non ha bisogno necessariamente di una nuova legislazione ma sono le normative esistenti che devono essere attuate e applicate in modo coerente e uniforme.

Inoltre le associazioni hanno osservato che dovranno essere applicabili in questo caso i programmi internazionali di risarcimento per tutti coloro che potranno subire i danni dovuti all’inquinamento petrolifero, segnatamente CLC 92 e Fund Convention 92.

Luoghi di rifugio – ulteriori informazioni

Sintesi

Alle navi in difficoltà in cerca di ancoraggio riparato o porto è stato spesso rifiutato l’accesso. INTERTANKO ha incoraggiato lo sviluppo di piani idonei in modo che una volta che la nave necessita di un riparo, questo possa essere fornito rapidamente.

Analisi

Una delle questioni derivanti dal caso Castor, Erika e Prestige e da altri incidenti nel settore dei trasporti marittimi è come gestire le navi che si trovano in difficoltà. I singoli porti possono essere riluttanti ad ammetterle a causa del rischio di inquinamento all’interno del porto e al conseguente danno commerciale. Tuttavia, rimandare le navi in mare potrebbe aumentare seriamente la probabilità che si verifichi un incidente e, con esso, il rischio di un inquinamento più diffuso che potrebbe provocare un maggiore danno ambientale di quello che avrebbe potuto altrimenti verificarsi.

Malgrado i cambiamenti di vasta portata effettuati a seguito dei recenti incidenti, non è possibile impedire completamente gli incidenti e i porti e gli altri enti nazionali si troveranno di volta in volta ad affrontare tale dilemma, che potrebbe essere meno critico se su qualsiasi tratto di costa sulle principali rotte marittime vi fossero porti o ancoraggi designati disponibili per navi che si trovano in difficoltà. Tali porti ed ancoraggi dovrebbero essere selezionati sulla base della disponibilità di una profondità adeguata per accogliere in sicurezza le navi danneggiate e di poter offrire un riparo dai venti predominanti e dalle onde lunghe per facilitare il trasferimento tempestivo e controllato del carico su un’altra nave o in un magazzino a terra. Rimorchiatori ed altri mezzi idonei dovrebbero essere disponibili nelle vicinanze del porto o dell’ancoraggio per facilitare le operazioni di trasferimento. Sarebbe anche importante garantire l’esistenza di idonei piani di emergenza e di apparecchiature contro l’inquinamento petrolifero per gestire efficientemente eventuali piccole chiazze che possono verificarsi.

E’ improbabile che le forze del mercato da sole possano ottenere ciò. Sarebbe certamente necessario che i governi designassero i porti/gli ancoraggi. Analogamente non si dovrebbero sottovalutare le difficoltà politiche derivanti dalla scelta di un sito: può essere necessario per un governo indennizzare in un qualche modo gli enti delle zone circostanti.

L’idea non è quindi priva di difficoltà. Il suo grande vantaggio è che essa potrebbe fare la differenza tra una grande chiazza, come quella dell’Erica, e nessuna chiazza.

L’indicazione dei luoghi di rifugio fa parte della Direttiva dell’Unione Europea sui sistemi di monitoraggio, controllo e informazione per il traffico marittimo. L’OMI ha fatto grandi progressi nel suo lavoro avente lo stesso scopo.

Posizione di INTERTANKO

INTERTANKO continua a ribadire l’importanza dello sviluppo da parte di tutti gli stati costieri e regioni costiere di piani per luoghi di rifugio. INTERTANKO sostiene quindi quanto richiesto dall’Unione Europea nella sua Direttiva relativa al Monitoraggio affinché gli Stati Membri dell’UE redigano piani attraverso i quali alle navi in difficoltà possa essere dato rifugio, se la situazione lo richiede, nei loro porti o in qualsiasi area riparata nelle migliori condizioni possibili. INTERTANKO sostiene anche il relativo lavoro in seno all’OMI, la quale sta sviluppando linee guida che indichino chiaramente quali azioni dovranno essere prese dai comandanti delle navi, dagli stati costieri e dagli stati di bandiera nei casi in cui le navi necessitino di assistenza. Essi raccomandano anche la creazione da parte degli stati costieri di servizi di assistenza marittima da mobilitare nei casi relativi. E’ stato loro richiesto di fornire una struttura con la quale i governi saranno in grado di valutare ogni caso in base ai suoi meriti e di prendere le decisioni più appropriate.

Novembre 2002